Tecnica chirurgica mininvasiva, che grazie all'utilizzo di microbisturi permette, senza ricorrere ad incisioni cutanee, di eseguire un progressivo sfibramento delle fasce e delle fibre muscolari affette da spasticità, fino ad ottenere la correzione desiderata.
Le deformità possono interessare gli arti superiori, inferiori, il tronco in rapporto al tipo di lesione neurologica. Possiamo avere interessamento di tutti e quattro gli arti (tetraparesi), interessamento prevalentemente degli arti inferiori (paraparesi), interessamento di un solo lato (emiparesi).
Il trattamento chirurgico va sempre concordato con i riabilitatori ed ha come scopo quello di ridurre la spasticità, migliorare la funzionalità motoria, prevenire o correggere le deformità ossee.
Questo tipo di impianto riduce di molto il rischio di effetti collaterali del baclofene, somministrandolo al paziente con paralisi cerebrale in maniera continua
I pazienti affetti da paralisi cerebrale infantile possono presentare disturbi del tono muscolare, dell'equilibrio e della coordinazione motoria che favoriscono la comparsa di deformità ortopediche.
Condizione relativamente frequente che necessita di correzione, se necessario chirurgica, prima del termine della crescita
Lesioni dei nervi delle braccia, degli avambracci e delle mani che, nella maggior parte dei casi, possono guarire con una riabilitazione precoce molto semplice. Nelle forme più gravi di paralisi completa è necessario un intervento chirurgico per ripristinare la continuità dei tronchi nervosi entro 4-8 mesi dalla nascita. Nelle forme non trattate e che durano da tempo, braccio e avambraccio (l'arto superiore) assumono un atteggiamento fisso in flessione e avvicinato al corpo. In questi casi si eseguono interventi di trasposizione muscolotendinea per sopperire ai muscoli deficitari. Più rari sono gli interventi sulle ossa (osteotomia dell'omero) per ruotare all'esterno il braccio.
Rara deformazione del piede presente dalla nascita che può rendere dolorosa la camminata. La correzione richiede un intervento chirurgico
Deformità del piede che rende dolorosa e instabile la camminata. Si può curare con apposite calzature oppure con un intervento chirurgico
«Cercando di semplificare – ci spiega il dott. Pier Francesco Costici – la Neuro Ortopedia è una specializzazione che si occupa di disturbi ortopedici in bambini affetti da patologie neurologiche. Il nostro scopo è operare per prevenire o curare una deformità invalidante e dolorosa o anche per migliorare la funzionalità motoria in un bambino che cammina male».
Fondamentale per l’attività dei chirurghi neuro ortopedici è l’approccio multidisciplinare.
«Noi – come ci conferma il dott. Costici – valutiamo sempre questi pazienti insieme ai neuro-riabilitatori e ai pediatri, per capire quali siano le necessità di recupero motorio e quale sia il periodo più idoneo per intervenire chirurgicamente. A volte, infatti, può essere necessario inserire nel progetto riabilitativo l’atto chirurgico che serve a rimuovere eventuali “retrazioni articolari” che impediscono un movimento corretto. Se infatti la neuroriabilitazione deve rieducare il cervello di questi bambini alla funziona motoria, è chiaro che devono anche avere degli arti funzionanti con i quali lavorare».
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